Nahum Tevet

[gallery ids="308,309,310"] a cura di Claudia Gioia

La Fondazione VOLUME! presenta l’intervento di Nahum Tevet, artista israeliano il cui idioma compositivo gioca sulla relazione tra arte e architettura, esplorando nuovi territori espressivi sgombri da specifiche definizioni. Combinazioni di elementi modulari costruiscono a Volume! un sistema di diversi livelli di percezione. Assemblaggi di elementi lignei, prossimi alla linearità minimalista ma lontani dalle sue implicazioni teoriche e concettuali, si prestano all’occhio dell’osservatore come un’immagine familiare, ricordando oggetti già vissuti,  legandosi strettamente alla dimensione abitativa di VOLUME! ed ai suoi spazi.

I moduli instaurano una relazione con la struttura dello spazio preservando tuttavia un’autonomia concettuale, formale e cromatica. Un percorso armonico e silenzioso che al contempo destabilizza la percezione dell’osservatore e relativizza la sua posizione rispetto allo spazio, una sorta di ossimoro che scuote, offrendo una nuova dimensione mentale.

Nahum Tevet è nato a Kibbutz Massilot in Israele, nel 1946. Vive e lavora a Tel Aviv. Ha preso parte a manifestazioni internazionali quali l’VIII edizione di Documenta a Kassel nel 1987, alla XXII Biennale di São Paulo nel 1994, alla 50ma Biennale di Venezia nel 2003.  Ha realizzato progetti nelle principali gallerie del mondo (Parigi, Gerusalemme, New York e Zurigo) e importanti mostre personali gli sono state dedicate dai maggiori musei internazionali: la Kunsthalle di Mannheim nel 1986, il Tel Aviv Museum of Art nel 1991, il MUMOK di Vienna nel 1997, la Chapelle des Jésuites di Nîmes nel 1998 e l’Israel Museum di Gerusalemme nel 1976, nel 1984 e nel 2007. Del 2008 la personale presso MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma. Nell'ultimo anno ha realizzato due tra le maggiori sculture pubbliche in Israele ( presso lo  Sculptur garden a Savion e un' installazione presso il palazzo centrale della  Intarnational Bank, progettata dall'architetto I.M.Pei, a Tel Aviv.

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Rodolfo Fiorenza

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La Fondazione VOLUME! inaugura  l’intervento di Rodolfo Fiorenza, Sulla Soglia, un progetto fotografico capace di estendere lo spazio delle immagini a livello fisico, trasformando l’intero spazio espositivo in uno spazio iconico percorribile. Nella luce crepuscolare  si delineano i contorni di vecchie porte di legno al cui interno si scoprono realtà altre, spazi senza tempo in cui si rivela una dimensione “scardinata”. Fiorenza apre una finestra sul tempo del mondo e con la costruzione di porte e cardini, affida la maniglia alla volontà del soggetto, così da lasciarlo scegliere fra ‘memoria’ e ‘oblio’. “(…) la consapevole apertura di una porta da parte del fruitore diviene un elemento scatenante e, offrendo degli squarci, fa luce sull’incommensurabilità dei percorsi della memoria e sugli intrecci linguistici(…)”. Doris von Drathen Lasciando libera la vista su una realtà molto più grande, gli infiniti spazi della memoria, il lavoro è “soglia verso innumerevoli altre soglie”. La mostra sarà accompagnata da un catalogo in italiano e inglese con testi di Doris von Drathen e Rodolfo Fiorenza

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15 marzo 44 a.C

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In occasione del Progetto Triennale URBIS ETERNA, La Fondazione VOLUME! collabora con l’Associazione Lyras presentando l’intervento scenico di Gregorio Botta per lo spettacolo 15 marzo 44 a.C., testo e regia di Lorenzo Gioielli. A fare da sfondo alla vicenda che cambiò le sorti dell’Impero Romano,due lavori dell’artista che riflettono sulle dinamiche e sui ruoli che hanno determinato il fatto storico, la morte di Giulio Cesare. La sagoma di una casa in ferro, il cui perimetro è percorso da fiammelle che ne sottolineano il disegno, rimanda simbolicamente all’immagine della donna che con tenacia ha cercato di fermare la macchina della storia. Una vasca d'acqua al cui interno affiora il movimento circolare di una fiammella, esplicita la dinamica che sottende all'evento rappresentando il tempo e la meccanica delle cose, di ciò che avviene e di ciò che non è ancora avvenuto.

Jimmie Durham

[gallery ids="267,268,269"] Jimmie Durham. Detour over Rome A cura di Angelo Capasso Acquario Romano, 24 giugno 2009 ore 20:00

Jimmie Durham nel suo lavoro usa modalità espressive diverse spaziando dal disegno alla scrittura, dalla scultura all’ installazione. Quest’ultima spesso entra in un rapporto critico con l’architettura occidentale codificata. Il riferimento contenuto nel titolo dell’installazione, Detour over Rome, creata per l’occasione nel giardino dell’Acquario Romano, fa riferimento all’ultima città dove Jimmie ha scelto di risiedere.

“Con questa opera, Jimmie Durham mette in atto un suo processo di decostruzione con un obiettivo molto preciso. Il suo percorso “su Roma”, città in cui abita da qualche tempo, è un “de-tour”, quindi un percorso non circolare (o anti-circolare), senza una partenza e un arrivo certi, né un approdo ed un ritorno. Quello di Jimmie a Roma non è il Gran Tour, attraverso il quale gli artisti del sette-ottocento hanno arricchito il loro bagaglio culturale. Il suo è un viaggio che ha l'esordio in un elemento fisico inamovibile, una pietra, ma si articola poi secondo un percorso caotico, estemporaneo, irregolare, con una meta dissolta nell'altrove, fuori dal visibile.”( Angelo Capasso)

Alla mostra farà seguito (ore 20:30) la proiezione del film “The pursuit of happiness”, (2003, 13‘) di Jimmie Durham, presentato a Roma per la prima volta, prodotto da Alves-Durham GbR, executive producer Zerynthia Associazione per l’Arte Contemporanea. Inoltre, avrà luogo un dibattito tra l’artista, il curatore e il pubblico che verrà trasmesso in differita da RAM LIVE su www.radioartemobile.it

Con questo evento si inaugura la collaborazione tra la Fondazione VOLUME!,l'Ordine degli architetti PPC di Roma e Provincia e l'Acquario Romano.

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